installazione site specific di 1505 elementi
semirefrattario bianco estruso, decalcomania, bulloni in metallo, acqua, video, fotografia, audio
2022
To belong è un’installazione site-specific relazionale parte della decostruzione del misurare.
Il metro diventa metafora dei legami che trasformano un singolo in parte della collettività, in cui esseri viventi, luoghi, eventi e condizioni coesistono legati tra di loro: pezzi uniti a formare un metro in cui noi diventa la parte più importante dell’installazione.
Ma chi siamo noi? A cosa apparteniamo e cosa ci appartiene?
All’interno dello spazio espositivo l’oggetto si evolve e si dissolve diventando un insieme collettivo.
Il visitatore diventa parte di questo processo: camminando in una stanza di passaggio piena di pezzi crudi del lavoro, compie un gesto semplice ma simbolicamente potente: distruggere. I pezzi del metro si sgretolano sotto i suoi passi, rappresentando la temporaneità del limite individuale e il ritorno a una dimensione collettiva, fluida e indefinibile.
“Decostruire una misura certa, smuovere fissità immutabili e creare metri di misura evanescenti.
Sono questi i presupposti dell’installazione relazionale e temporanea “To Belong” che ha dato prova di come il materiale ceramico possa convivere in un tutt’uno tra tradizione artigianale e contemporaneità artistica.
Pezzi uniti a formare un unico metro, ad invadere diversi spazi in un gioco di influenze tra esperienze uditive e visioni materiche in cui la ritmica di una ipotetica misura si dissolve.
Si smaterializza, ritorna materia cruda, si inasprisce per poi essere ritrovata sotto i piedi dei visitatori come briciole di terra quasi a ricordare l’origine di tutto. Il punto di partenza a cui quest’opera è riferita. La terra.
Questa installazione è una vera e propria apologia della contemporaneità in cui tra misure certe e spazi mutevoli ci mostra uno spaccato della nuova società che avanza. Una società nel quale alle infinite possibilità di scelta si affianca la paura di perdere qualsiasi forma di individualità.
In parte vuol farci ricordare chi siamo, dall’altra di disfarci dei nostri limiti a favore di una più genuina e forte fonte di appartenenza che, fatta di relazioni e momenti vissuti, ci porta ad essere parte dell’umanità. Un’umanità meno attenta a costruirsi i propri piccoli pezzi e più aperta a vivere delle relazioni vissute e dei legami intrapresi.”
Davide Tosin
A cura di Davide Tosin
Foto di Dario Miale
Voce e poesia di Mariangela Gualtieri
Voce di Elena Griggio
Video di Davide Vinera e Alice Simonetto
Progetto finanziato dal Museo della Ceramica di Grottaglie
Supporto tecnico Mario Bertolin, Francesca Battocchio, Giuseppe Battaglia, Marco Maria Polloniato, Giorgio Di Palma, Paolo e Lucia
Mostra personale presso Palazzo La Sorte Castello, Museo della Ceramica di Grottaglie TA 2022